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31 Gennaio 2026Zucchero di cocco, “basso indice glicemico”?
Le contraddizioni nascoste e l’alternativa naturale che arriva dalla carruba**
Negli ultimi anni lo zucchero di cocco è entrato nella dispensa di chi cerca dolcificanti più “naturali”, spesso presentato come ingrediente healthy, a basso indice glicemico e quindi più adatto al benessere metabolico.
Ma davvero è così? Oppure la sua fama è il risultato di una narrazione incompleta?
In questo articolo esploriamo:
da dove nasce l’idea che lo zucchero di cocco abbia un IG basso,
cosa dice davvero la scienza,
perché alcune informazioni sono fuorvianti,
e perché, quando parliamo di “zucchero buono”, dovremmo guardare non a un derivato… ma a un frutto.
1. Zucchero di cocco: da dove nasce il mito del basso indice glicemico
Il concetto secondo cui lo zucchero di cocco avrebbe un indice glicemico di 35 – quindi classificabile come “basso” – nasce da uno studio condotto nelle Filippine dal Food and Nutrition Research Institute (FNRI).
Questo dato è poi stato rilanciato da documenti istituzionali filippini legati alla promozione della filiera del cocco, trasformandosi in:
un claim commerciale,
un argomento di marketing,
e infine una verità “copiata e incollata” in migliaia di siti online.
Ma si tratta di una misurazione isolata, non confermata da un ampio numero di studi indipendenti né replicata in diversi contesti e popolazioni.

2. Cosa dice davvero la scienza sullo zucchero di cocco
Le analisi nutrizionali mostrano che lo zucchero di cocco:
è composto principalmente da saccarosio, proprio come lo zucchero bianco;
apporta praticamente le stesse calorie (4 kcal per grammo);
contiene tracce di minerali e inulina (una fibra solubile), ma in quantità così piccole da non generare reali benefici nutrizionali;
mostra un comportamento glicemico variabile negli studi, con IG che possono arrivare anche a valori prossimi allo zucchero normale.
In altre parole:
le differenze ci sono, ma sono piccole.
Lo zucchero di cocco rimane comunque uno zucchero concentrato.
Segue un grafico che mostra il carico glicemico dello zucchero bianco a confronto con lo zucchero di cocco. Approfondisci il confronto

3. Come si produce lo zucchero di cocco
Lo zucchero di cocco non è ricavato dal frutto, ma dalla linfa dei fiori della palma da cocco.
Il processo è molto semplice:
si incide l’infiorescenza;
si raccoglie la linfa zuccherina;
la si cuoce per far evaporare l’acqua;
si lascia cristallizzare.
È quindi meno raffinato dello zucchero bianco, ma il corpo risponde agli zuccheri per quantità totale e velocità di assorbimento, non per estetica dell’imballaggio. E’ possibile trovare anche zucchero di cocco concentrato a basse temperature, dove quei pochi nutrienti non sono andati del tutto distrutti.
4. Per parlare davvero di “zucchero buono” dobbiamo tornare a un frutto: la carruba
In mezzo alla discussione su quale zucchero sia “migliore”, c’è un elemento che passa spesso inosservato:
Alcuni alimenti sono naturalmente dolci, non perché vengono concentrati e cotti, ma perché la natura stessa li ha creati ricchi di zuccheri… e di nutrienti.
È il caso della carruba, frutto-legume mediterraneo che contiene circa il 60% di zuccheri naturali, insieme a una dotazione nutrizionale unica:
fibre solubili e insolubili,
potassio, magnesio, calcio,
antiossidanti e polifenoli,
vitamine e composti bioattivi tipici dei frutti ricchi di tannini.
La scienza conferma l’effetto della carruba su:
modulazione della glicemia,
supporto intestinale,
riduzione dell’infiammazione,
protezione antiossidante.
Una review completa è disponibile qui:
👉 https://www.mdpi.com/2223-7747/12/18/3303
5. Mu Mu: l’estratto di carruba che dolcifica nutrendo
Lo zucchero buono.
Mu Mu, un estratto che non è un dolcificante… ma un alimento funzionale. Nato dal processo di estrazione a freddo brevettato Carruba Viva ® di Natura Humana.
Mu Mu contiene:
indice glicemico certificato di 15 (certificazione Università Federico II di Napoli),
fibre reali, non tracce,
potassio e magnesio in quantità nutrizionalmente utili,
un ricco complesso di antiossidanti,
naturalmente benefico per l’intestino, grazie alla fibra solubile e alla struttura integrale della carruba.
E soprattutto:
non è raffinato, non è cotto, non è uno zucchero aggiunto.
È la dolcezza naturale di un frutto.
Per questo Mu Mu non può essere paragonato allo zucchero di cocco, né allo zucchero bianco, né ad alcun dolcificante industriale.
È un ingrediente vivo, mediterraneo, funzionale.
Lo zucchero buono.



