
Zucchero di cocco, “basso indice glicemico”?
23 Gennaio 2026
Quando lo zucchero non si chiama zucchero: il grande equivoco delle etichette
31 Gennaio 2026La verità sullo sciroppo di riso: perché non è il “dolcificante salutare” che sembra
Lo zucchero è diventato negli ultimi anni l’ennesimo capro espiatorio nella nostra disperata ricerca della soluzione magica, complice il proliferare di movimenti healthy che spopolano tra celebrities, instagrammer e media.
Non è la prima volta che accade: nel passato recente abbiamo demonizzato i grassi, eliminandoli quasi del tutto dalle nostre tavole, salvo poi scoprire che anche loro avevano una funzione importante.
Oggi la stessa dinamica si ripropone nel mondo dei dolcificanti: nel tentativo di evitare lo zucchero bianco, si cercano alternative che sembrano più naturali o più salutari. Una di queste è lo sciroppo di riso, sempre più presente nella lista ingredienti di prodotti che si raccontano come “senza zucchero”, “naturali” o addirittura “adatti ai bambini”.
Ma quanto c’è di vero?🤔
Che cos’è davvero lo sciroppo di riso?
Lo sciroppo di riso si ottiene tramite la saccarificazione enzimatica del riso: un processo industriale che trasforma gli amidi del riso in zuccheri semplici.
Il risultato è una miscela composta principalmente da:
Maltosio (50–60%)
Maltotriosio (15–20%)
Glucosio (10–20%)
In pratica: zuccheri.
Il problema più importante: un indice glicemico quasi al massimo
Questo è il punto cruciale: lo sciroppo di riso ha un indice glicemico (GI) di circa 98.
Per confronto:
Zucchero bianco → GI 60-70
Miele → GI 55-65
Sciroppo d’acero → GI 54
Zucchero di cocco → GI 35* – 54 (Studio Scientifico) *dato rilasciato dall’associazione delle Filippine produttrice dello zucchero di cocco.
Fruttosio → GI 20
Mu Mu estratto a freddo di carruba→ GI 15 certificato dell’Università Federico II di Napoli per Natura Humana
È uno dei dolcificanti che più alzano la glicemia.
Significa picchi rapidi, seguiti da un crollo — la classica “montagna russa” metabolica.
Per chi vuole energia stabile, controllo del peso, benessere intestinale e supporto al metabolismo del glucosio, lo sciroppo di riso non è decisamente l’alleato ideale.

Il paradosso delle etichette: un dolcificante “senza zucchero” che è pieno di zuccheri
Moltissimi prodotti “senza zuccheri aggiunti” contengono sciroppo di riso.
Perché?
Per un motivo molto semplice: legalmente lo sciroppo di riso non rientra nella categoria degli zuccheri, essendo un idrolizzato di un cereale.
Ma fisiologicamente, per il nostro metabolismo, si comporta come zucchero puro, e con un impatto glicemico maggiore.
È un paradosso che rischia di confondere — o ingannare — il consumatore.

La domanda chiave: esistono dolcificanti davvero funzionali?
Sì, ed è proprio qui che inizia la missione di Natura Humana.
L’estratto di carruba, lavorato a freddo:
ha un basso indice glicemico certificato
contiene fibre solubili che supportano la modulazione del GLP-1
ha proprietà prebiotiche naturali
è ricco di polifenoli
non contiene zuccheri aggiunti
mantiene intatta l’identità nutrizionale della carruba
Mu Mu non è solo un dolcificante:
è un ingrediente funzionale, capace di nutrire mentre dolcifica.
Conclusione: meno mode, più verità
Lo sciroppo di riso non è “il male”, ma non è nemmeno la soluzione salutare che molti pensano.
Il problema è la narrativa che lo circonda: “senza zucchero”, “naturale”, “adatto ai bambini”…
La realtà è che provoca un impatto glicemico molto alto e non apporta nutrienti.
La nostra filosofia in Natura Humana è diversa:
non basta scegliere alternative allo zucchero, bisogna scegliere ingredienti che portino benessere.
Per questo continuiamo ad apprezzare la carruba, un alimento che ci regala tutta la sua naturale dolcezza e la sua antica saggezza 💚


